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Ultimo aggiornamento: venerdì 05 marzo 2010
LA STORIA DELLA BRIGATA GENIO
Le origini del Comando Brigata Genio risalgono al Comando Genio del 5° Comando Militare Territoriale che venne costituito a Padova il 1° maggio 1952 e trasferito successivamente, il 1° ottobre 1953, a Vittorio Veneto (TV). Il 13 novembre 1953 il 5° CMT passava alle dipendenze del 5° Corpo d’Armata e, conseguentemente, il Comando Genio veniva inglobato nel Comando Genio del 5° Corpo d’Armata che manteneva sede in Vittorio Veneto. Il 10 gennaio del 1976 il Comando Genio del 5° C.A. veniva trasferito a Udine nella Caserma “Pio Spaccamela”, infrastruttura realizzata nel 1929 secondo criteri che allora costituivano il meglio dell’architettura militare ed intitolata ad uno dei più illustri ufficiali dell’Arma del Genio, medaglia d’oro al valor militare per un atto eroico compiuto il 23 aprile 1891. In data 1° dicembre 1997, all’atto della soppressione del Comando Genio del 5° C.A. e della contestuale costituzione del Raggruppamento Genio del Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri, i genieri lasciano la loro storica sede per dislocarsi nel prestigioso Palazzo “Schiavi”, sito nel centro storico udinese. Il 1° ottobre 2001, in aderenza ad ulteriori e più recenti provvedimenti ordinativi, viene soppresso il Comando Raggruppamento Genio e costituita la Brigata Genio che inquadra le seguenti unità specialistiche della Forza Armata: - il 6° reggimento genio pionieri, con sede in Roma, prima unità nero-cremisi alimentata da Volontari; - il 2° reggimento genio pontieri di Piacenza, l’unità che vanta le origini più antiche nell’Arma del Genio; - il reggimento genio ferrovieri di Bologna, unico per specialità, nell’ambito della NATO; - il reggimento CIMIC in Motta di Livenza (TV), unità interforze ed internazionale della NATO che ha il compito di fornire la componente specialistica dedicata alle attività connesse con la cooperazione con le organizzazioni - governative e non - presenti nelle aree di crisi, al fine di ricostruire, insieme alle istituzioni locali, il tessuto sociale ed economico deteriorato dalle vicende belliche. La costituzione della Brigata Genio e’ stata dettata dalla necessità delle Forze Armate italiane di fornire, nell’ambito della NATO e di un futuro Esercito Europeo, un comando del livello Corpo d’Armata internazionale a comando italiano, costituito a Solbiate Olona (VA), da impiegare unitariamente per assumere la completa gestione di una situazione di crisi internazionale, quale ad esempio quella che ha recentemente interessato l’area balcanica. In tale ottica la Brigata Genio e’ un comando proiettabile in teatri d’operazioni, in grado di gestire tutte le unità del genio ivi impegnate, comprese quelle assegnate da altre nazioni. Le unità della brigata sono quindi in grado di svolgere tutti i compiti peculiari dell’Arma quali: - il ripristino della viabilità, mediante la costruzione di ponti stradali e ferroviari e la realizzazione di strade e linee ferrate; - la captazione, la potabilizzazione, lo stoccaggio e la distribuzione delle risorse idriche; - la produzione e distribuzione delle risorse elettriche; - la costruzione di piste d’atterraggio e ed aeroporti; - la bonifica operativa dei territori da tutti gli ordigni esplosivi; - la realizzazione di demolizioni. Tutte queste attività sono essenziali nelle operazioni di guerra e nelle “Crisis Responce Operations”. Inoltre, il Comando Brigata assicura il comando, coordinamento e controllo su tutte le attività connesse con: - la bonifica occasionale del territorio nazionale mediante l’impiego degli specialisti effettivi ai reggimenti genio; - l’immissione nei teatri operativi del personale destinato alla bonifica degli ordigni esplosivi. il Comando Brigata Genio può essere chiamato ad assicurare, inoltre, molteplici attività di concorso in caso di eventi calamitosi quali alluvioni e terremoti, in ambito nazionale ed internazionale. In tale quadro merita particolare menzione l’Operazione sotto l’egida NATO denominata “Indus”, condotta dalla Brigata Genio in Pakistan nel periodo dicembre 2005 - gennaio 2006, quale fattivo soccorso prestato alla popolazione del Kashmir martoriata dal disastroso sisma dell’8 ottobre 2005 che ha provocato nella regione pakistana più di 100.000 vittime.
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