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Ultimo aggiornamento: giovedì 04 marzo 2010
LA BANDIERA DELL'ARMA DEL GENIO
La Bandiera è insignita delle seguenti decorazioni
Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (guerra italo-etiopica 1935-1936)
Medaglia d'Oro al Valor Militare (campagna di guerra 1915-1918)
Medaglia d'Argento al Valor Militare (campagna di Libia 1911-1912)
Medaglia d'Argento al Valor Militare (Fronte Russo 1941-1942)
Medaglia d'Argento al Valor Militare (El Mechil El Gazala - Tobruk - El Alamein, 1942)
Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito (Mozambico, 1993-1994 - Bosnia, 1995-1996)
Medaglia d'Oro al Valor Civile (Val Padana, novembre 1994)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Fronte Albano-Greco, 1940)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Fronte del Don, 1940)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Africa Settentrionale, 1939-1942)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Corsica, 1943 – Ravenna - Venezia, 1945)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Zona di Operazioni, 1939-1942
Croce di Guerra al Valor Militare (Kasmogorosvska, 1942)
Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito (Terremoto del Friuli, 1976-1977)
Medaglia d'Oro di Benemerenza (Terremoto di Messina e di Reggio Calabria, 1908)
Presidenza Nazionale ANGET Via Francesco Rismondo, 1 - 00195 Roma Tel. 06.37516732 (anche FAX) - 06.47355638 e-mail: angetpresidenza@libero.it
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Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito alla Bandiera di Guerra dell'Arma del Genio
"Fedele alle tradizioni di silente operosità e nel segno di una generosa solidarietà al verificarsi del violento sisma tellurico che devastava la Regione del Friuli, rispondeva al disperato appello delle sue popolazioni intervenendo tempestivamente sin dal primo momento e senza interruzione, con la quasi totalità degli uomini e dei mezzi disponibili nell'area epicentrica. Scavando e sgomberando macerie, riusciva a salvare numerose vite umane; realizzando immediati e complessi collegamenti rendeva possibili e più agevoli l'organizzazione dei soccorsi ed il contatto costante con le popolazioni colpite; montando rapidamente ponti metallici, ripristinava la viabilità su rotabili di vitale importanza; rimuovendo frane ingenti, permetteva il transito per località isolate; con la sistematica demolizione degli edifici irreparabilmente danneggiati, il puntellamento di quelli lesionati e l'organizzazione di tendopoli, creava possibili condizioni di vita ai sopravvissuti. Avuto successivamente l'incarico di provvedere, in tempi ristrettissimi, alla costruzione di prefabbricati per il provvisorio ricovero dei senza tetto, si sottoponeva a durissimi periodi di lavoro in zone isolate, impervie e fortemente innevate, riuscendo a portare a termine il programma alla scadenza prefissata. Meritava così l'ammirata riconoscenza di tutti i Friulani, ai quali infondeva rinnovata forza e fiducia per la ricostruzione della loro terra straziata". Friuli (province di Udine e Pordenone), 6 maggio 1976 - 31 marzo 1977
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